Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 346
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0354
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546 S A G G I o

iimento (1). Vana riesce essa pure: e do-
po aver forse riscosso un qualche passagge-
ro applauso, è lasciata dall’un de'lati, per
quanto artifizio siasi posto nella scelta del-
le combinazioni musicali, e condannata a
uix eterno silenzio ed obblio : laddove si ri-
mangono soltanto scolpite nella memoria
deli’ universale quelle arie, clie dipingono
o esprimono, che chiamansi parlanti, che

hanno

£1) Toute musiaue, qtd ne jieint rien, n
est cjue du bruit ; et sans Γ habitude, cjuì dè-
nature tout, ellene feroit guére plus de plai-
sir, cju une suite cle mots harmonieux et so-
nores, clénuez d' ordre et de liaison.

Dans la présace de Γ Encyclopedie .

Graziosissimo è il inotto del Fontenelle : So-
nate, cjue me veux- tu? Ma cosi non avrebbe
già egli detto di quelle dçjlo incomparabile Tar-
tini, dove trovasi somma varietà congiunta con
la unità la più perfetta. Prima di mettersi a
scrivere è solito leggere itna qualche composi-
zione del Petrarca, con cui per la hnezza del
sentimento simpatizza di molto; è ciò per avere
dinanzi una data cosa a dipingere con le varie
modihcazioni che Γ accompagnano, e non per-
der mai d’occhio il motivo, o il soggetto.
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