Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 356
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0364
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facsimile
•356 S A G G I o ,

<e nel cuore di chi ascolta. Rimangono an·*
f3ora nella memoria dei Francesi simili fi-
nezze usate dal Baron, e dalla le Couvre-
•ur , che tanto faceano risaltare i versi di
Cornelio e di Piacine ; e si sentono tuttavia
fedelmente imitate in un paese, dove il
teatro, come inAtene, fa gran parte del-
ia vita e clello studio . Buon per noi, se i
nostri attori arressero uraalmente studiato

O

il recitare del Nicolini e delia Tesi: allora
,cioè che andavano significando a cjuel mo-
do che la natura detta; e non cjuando di-
yennero, per voler troppo graclire, smanio-
si, e cliedero nella caricatura.

Lo sceneggiare, che chiamasi muto, è
altresi una parte della recitazione, che di-
pende in tutto dalla propria intelligenza dell'
attore : ecl esso è, per Pillusione teatrale,
tanto importante, quanto importa il non
veclere una causa rimanersi inoperosa e sen-
za esfetto . Ora in tal parte ognuno puo sa-
pere, senza che altri il dica, quanto sieno
valenti, quanto studio yi pongano i nostri
Roscj. A tutt’ altro han Γ animo, attendono
ad ogni altra cosa, fuorchè a cjuello che
pur clovrebbono. In yece che uno badi a

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