Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 358
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0366
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si del maestro, come de’ cantori ; quando
il recitativo, parte essenzialissima del dram-
ma, non fosse e nella composizione e nel-
la esecuzione cosi disformato e negletto co-
me egli è presentemente ; quando le arie
medesime fossero ben recitate . Allora sola-
mente potranno essere udite anch’ esse con
vero diletto, e troveranno la via del cuo-
re : e questo pure intende di dire, come
avvertiva colui, il cartello dçll’opera, dové
è scritto si recita per musica, e non è scrit-
to si canta .

Ma dicano i savj quanto sanno, del re-
citare hanno i moderni virtuosi preso par-
tito, avendo unicamente a cantare rivolto
ogni loro cura e pensiero . Se non che qui-
vi ancora non osservano termine alcuno che
convenga,

e libito fan licito in lor iegge,

Tristo a me, io t’ho insegnato a cantare,
e tu vuoi suonare, rimproverava Pistocco
aBernacchi, che si può tenere coine il ca-
poscuola, il Marini della moderna licenza.
Egli è un trito assioma, che colui che non
sa fermar la voce, non sa cantare : al qua-
le pongono cosi poco mente i nostri virtuo-

si,
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