Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 379
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0387
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd3/0387
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
SOPRA l’ OpeAa in Musica. oyg
Non è già, che io ne volessi adottare que-
gli strani ghiribizzi, che appresso di noi
sono entrati in luogo delle erudite grotte-
sche di Gioan daUdine, dell’India, e de-
gli altri maestri di quel secolo : non vor-
rei nè meno , che da noi s’imitassero quel-
le loro pagode, e quelle torri di porcella-
na, salvo se cinese non fosse il soggetto
dell’ Opera ; ma bensi per le deliziose, e
per li giardini, che spesso occorrono nelle
scene, di assai vaghe idee si potriano rica-
vare da quella in parecchie cose ingegno-
sissima nazione. I giardinieri della Cina so«
no come altrettanti pittori, i quali non pian-
tano mica un giardino con quella regolarh
tk, ch’è propria dell’arte clell’ edificar le
case ; ma, presa la natura come esempla-
re, fanno quanto sanno d’imitarla nella ir-
regolarità e varietà sua. Loro costume è
di scegliere quegli oggetti, che nel genere
loro piacciono il più alla vista, disporgli
in maniera, che l’uno sia all’altro di con-
trapposto, e ne risulti dali’ insieme un non
so che di peregrino e d/insolito. Yanno
tramezzando ne’boschetti alberi di difse-
rente portamento condizione tinta e natu-

ra.
loading ...