Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 380
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0388
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facsimile
38ο δ Λ 6 G ί 0

ra. Varj sono I siti, che nel medesimo sx-
to , per cosi dii’e, rappresentano. Qua ti
raccapriccia una veduta di scogli artihzio-
samente tagliati e come pendoli in aria,
di cascate d’acqua di caverne e di grotte,
dove fanno giocare variamente il lume ; e
là ti ricrea una veduta di fioriti parterri,
di limpidi canali, e di vaghe isolette con
belli edifizj, che nelle acque si specchia?
no . Dal sito il più orrido ti fanno tutto
a un tratto trapassare al più aineno : nè
mai dal diletto ne va dis»iunta la maravb

O

glia, la quale nel porre un giardino essi
cercano egualmentej che da noi fare si so-
glia nel tesser la favola di un poema, Si-
mili ai giardini della Cina sono quelli, che
piantano gl’Inglesi dietiO al xxiedesimo xxio-
dello della îxatura. Quaixto ella ha di va-
go e di yario , boschetti collinette acqxxe
vive praterie con dei tempietti, degli obe-
lischi, ed anche di beile rovine che spuxx-
taxxo qua e là, si trova qxxivi riunito dal
gusto dei Kent dei Chanxbers e dei Bi’own ,
che haixixo di tanto sorpassato il le JNautre
teixuto già il maestiO dell’architettura, di-
rò cosi, dp’giardini ... Dalle ville d’lnghil-

terra
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