Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 390
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0398
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd3/0398
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
3g° s A G G X O

suono . E con ciò quello antico maestrc·
viene quasi di rimbalzo ad insegnare a’mo-
derni , di che matei'ia e’debban fare i lo-
ro teatri. Nel che è necessario avvertire,
che il legname da mettersi in opera sia
bene stagionato, e lo sia tutto egualmen-
te. Cosi le vibrazioni non verranno ad ac-
cavaïiarsi l’una con l’altra, e più regolar-
mente ripercuoterà le onde sonore quel le-
gno, che in ognì sua parte verrà a vibrare
d’un modo.

Stìmano i più, che molto faccia alla
bellezza del teatro la vastità sua . E certo
li magni edifizj hanno di che sorprendere
insieme , e dilettar Γ uomo : se non che
anche quivi , come in ogni altra cosa, è
da osservarsi una certa regola e misura .
La gi’andezza del foro , dice ancora Yitru-
vio , si dee fare propoi'zionata alla quariti-
%k del popolo , acciocchè o non riesca la
çapacità di esso ristretta riguardo al biso-
gno , o pure per la scarsezza del popolo il
foro non paja disabitato e solitario (1).

Senza

(i) Magnitudines autem ad copiam honn-
ητηη, ojjortet fieii , ne parvum spatium sit

ad
loading ...