Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 392
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0400
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd3/0400
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
ogâ S A G G I 'G

yoce acl accrescersi di assai . Doye a ησί /
che siam priyi di tali ajuti, ne convien
stare dentro a più ristretti termini ; se già
non si yoglia aîzar la yoce a guisa di ban-
ditore , ed isforzarla, elie tanto è a dire s
se trayisare non si voglia ogni verità nella
rappresentazione.

Ma perchè gli uomini vanno generalmen-
te presi a ciè che ha del grande e del
magnifico, hanno pensato a un modo di
avere il teatro oltre misura grande, e a
potervi ciè non ostante comodamente udi-
re . II modo è questo . II palco scenario ,
sopra cui stanno gli attori, fanno ch’ ei
sporga per molti piedi all’infuori nella pla;.»-
tea : con che, ponendo gli attori quasi nel
bel mezzo dell’ udienza, non è pericolo
non sieno a maraviglia uditi da ognuno .
Ma un tal modo non puô se non cj;uelli
contentare , che sono di troppo facile con-
tentatura . E chi non vede, che è un met-
ter sossopra ogni buon ordine ogni rego-
la ? Gli attori hanno necessariamente da
starsi al di là clella imboccatura del tea-
tro, dentro alle scene , lungi dall’occhio
dello spettatore ; e hanno da far parte

anch’
loading ...