Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 11
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0019
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DI SCRIVERE NELLA PROPRIA LINGUA. H

tra noi il titolo di letterati, non degnano
depositare i loro pensanienti che dentro al
sacrario delle lingue morte, le quali hanno
il vanto, dicono essi, di essere intese in
tutti i paesi, si trovano hssate dall’ autorità
degli scrittori, non vanno più soggette a
verun cambiamento e sono in certo modo
divenute il linguaggio dell’ universo e della
eternità.

Per quanto speziose parer possano tali ra-
gioni alla turba dei letterati, i quali si per-
suadono agevolmente, scrivendo nelle lin-
gue dotte, di salire in fama a paro degli,
antichi maestri, e di levare nel mondo una
più gran vampa di ammirazione del proprio
ingegno ; sono pure in effetto i mal consi-
gliati coloro, che si mettono a scrivere in
aìtra lingua fuorchè nella lor propria e na-
tiva. Diversi sono appresso nazioni diverse
i pensamenti i concetti le fantasie, diversi
i rnodi di apprendere le cose cli ordinarle
di esprimerle onde il genio , o vogliam di-
re îa fonna di ciascun linguaggio riesce spe-
cihcamente diversa da tutti gli altri, come
quella che è il risultato clella natura del
clima, deîîa qualità degli studj clella reli-

gione
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