Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 17
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m SCÏUYERE NELLA PROPPJA LINGUA . ij

che maggior non sarebbe il mettere inclos-
so a uno de’ nostri dottori la toga romana
i! voler porre su’nostri altari la statua di
Venere anadiomene, o di Marte vendica-
tore.

ISfon mihi mille placent, non sum desultor
amoris (1)

Spectatinn satis, etdotiatumjamrude, quceris
JVlcecenas iterum antiquo me includere lu-
do (2)

erano immagini yiyissime appresso i Roma-
ni j per dire che uno non fa il zerbino in
amore, che l’altro dopo un lungo servigio
domanda il riposo. Appresso di noi, che
non siamo soliti assistere allo spettacolo de'
gladiatori ,■ e abbiam perduto 1’arte dell’an-
tica cayallerizza, non sono intese che per
via di cornento : sarebbono immagini discon-
venienti, se da un moderno poeta si usas-
isero, da fare almeno sulla nostra fantasia
cosi poca impressione, che farieno a u®
Samojedo o a un Lappone quei versi del
nostro. poeta:

To: IV. B E qua-

(1) Ovid. Àmorum eleg. III. lib. I.

(2) Horat, epist. L lib. I.
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