Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 21
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0029
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Bî SCRÎVERE KELLA FROPRÎA LîîsOUA > 'Êi
badare a quella favella che è nelle boccha
deeli uomini , hanno volti unicamente î
loro studj a imitare gli antichi autori di
nostra lingua, sono piene di afsettazione,
di parole insolite, e diciamo anche d’im-
proprietà , sono alie persone di gusto uno
ishnimento di cuore? E già credettero do*
yer sare, per bene scrivere in italiano ,
qualche dimora in Firenze l’Ariosto il Ca-
ro il Chiabrera il Guarino il Castiglione
ed il Bembo, tuttochè nati e cresciuti nel
bel mezzo d’Italia.

AI pericolo di non usare scrivendo per
latino le voci proprie si aggiugne anche
quello non punto minore , che nello stile ,
che nasce dall’insieme di esse , non vi ab-
bia naturalezza nè unità . Dal dover nox
raccogliere le parole di pochi e morti scrit-
tori, quasi gocciole dalle grondaje , dice il
Davanzati, tutti difserenti di genio e di
stile , e non potere attingere al perenne
fonte della città , ne viene in conseguen-
za, che si va riducendo insieme un com-
ponimento di frasi latine bensi, ma che
non è per niente latino : unus et alter a$~
suitur pannus : e il risultato non puè esse-

B 3

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