Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 41
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0049
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LÀ lingua Franceje. 41
verno, a cui un popolo sia da lungo tem-
po avvezzo , non altro sogliono fare che
maggiormente confermarlo. In fatti men-
îre i dotti mettevano in cielo il poeta , e
le poetiche sue valentie , si nauseô il po-
polo ai sentire tutto a un tratto non solo
costruzioni inaudite sino allora, ma parole
del tutto strane e pedantesche, che altro
non aveano di francese se non la desinen-
za; quelle per atto d’esempio, ond'è com-
posto quel suo noto verso,

Ocymore, dysptome , oligocronien,
e parecchie altre, che andè incastrando ,
quasi peregrini giojelli, nel suo nativo lin-
guaggio. E per verità coll’introdurvi que’
suoi tanti grecismi , se di tanto perô fos-
se stata l’autorità sua, egli avrebbe reso
la lingua francese un coi’po niente meno
eterogeneo e deforme, che si facessero i
cortigiani di Caterina de’Medici con que’
loro italicismi (î).

Nei

(i) P\.onsard avoît trop entrepris tout - à -
coup . II avoit forcè ?iôtre langue par des in~
versions trop h,ardies et obscures . C' étoit un
Lanpage cru et informe. II y ajoutoit trop

de
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