Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 45
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0053
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L A LINGÏÏ A FrAKCESE. 4^

ir, tempo , che per ii corso di due secoli
e più era stata da più rinomati scrittori
stabilita e regolata ia lingua . Oltre Dante
II Petrarca e il Boccaccio , che ne sono
chiamati i tre lumi, e oltre a quelli, che
nel medesimo secolo seguirono le tracce
loro ; non mancò ìa età susseguente di au-
tori di conto , come il Poliziano , che nel-
le sue stanze si accostò con lo splendor
della espressione a Yirgilio , ed il Pulci ,
che per la evidenza delio stile gareggiò nei
suo Morgante con Omero . Quanti degni
scrittori non videro dipoi gli aurei tempi
di Leone ? II Castigiione , che quanto al
linguaggio volle nella prosa far quello , che
Dante avea fatto nella poesia, scrivendo
in una quasi comune favella d’ Italia ; il
Guicciardini autore gravissimo ed ampio ,
il Segretario horentino conciso , pieno di
nervi e di cose , il Beimio tutto sapore e
festivita , che da tanti è stato imitato , ed
è tuttavia inimitabile . E per passare sotto
silenzio di altri molti, il Bembo aveya a
quel tempo con la sua diligenza e con
grandissimo studio posto sopra gli autori
p.iu classici clato le regole della nostra Un-
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