Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 53
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0061
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tA LINGïïA Fràncese. 55
ìare , è tin tagliarle la via di sostenersi sic-
chè non dia nel basso . In fatti quel ver-
so di Orazio pônendo in esempio
Quo teneani vultus mutantem Protea nodo ?
non sarebbe egli cosa triviale , e non da-
rebbe in terra , se il poeta fosse stato da
una più rigorosa grammatica costretto di
dire

Quo nodo teneam mutantem Protea vultus?
e lo stesso sarebbe di quell’altro nostro,
In campo nero uno armellino ha hianco,
che saria bassissimo , se al grazioso suo au«
tore fosse convenuto di dire

In campo nero ha un armellino bianco.
Tanto puo la giacitura delle parole, leva-
îa la quale , si viene il più delle volte a
levare al discorso armonia grazia sospensio-
ne e dignità. Cosi dicevasi contro alle nuo-
ve regole delbaccademia (x). Dicevasi an-

cora,

(i) JLi excès chocjuànt de Ronsard nous a
un peu jettez dans Vextrémitè opposéê . On a
appauvri , dessechè , et genè nôtre iangue .
Elle n ose jamais procéder cjue suivant la
méthode la plus scrupuleuse, et la plus uni-
forme de la grammaire . On voit Coujours

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