Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 104
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0112
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11 cose ne possono essere giudsei gl’indotti
egualmente che i dotti ; perchè nelie com*
posizioni teatrali la imitazione del vero, se
giusta o no, si fa ageyolmente da ognuno
sentire, non parlanclo quiyi la poesia il lin-
guaggio degli dei, del quale non si ha che
uno assai vago e confuso concetto, ma par-
lando il linguaggio degli uominidel quale
ognuno Iia una giusta idea ; e i sentimenti
dovendo venire a seconda di ciò che det-
tano le passioni e gli assetti dell’animo.

Da tanti mali che siamo andati divisan-
do , de’ quali è cagione la rima , pare ehe
si dovesse pur conchiudere , che di quel di-
lettoso contagio fosse da purgare in tutto
la iiostra poesia : al che fare ne dee aggiu-
gnere animo anche la nostra lingua. la qua-
le per la bellezza sua fa, che i nostri ver-
si, come abbiam detto. possano stare, e
sostenersi con dignità senza il puntello del-
ìa rima. Ma si dovrà ella sbandire e pro-
scrivere da ogni sorta di componimento ?
La nostra lingua può ella comportarlo ? Ciò
sembra meritare una qualche maggior con-
siderazione : e intanto che aitri sopra di cio

coni-
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