Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 112
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0120
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S A G G I O
tre di che i quadretti} che presentano sx-
mili composizioni, sono assai bene circo-
scritti dal chiudere che fa la rima il sen-
timento ogni pajo o due di versetti.

Non cos'x procede la cosa nei lunghi com-
ponimenti satti di yersi maggiori o ende-
casillabi. Grandissima è la yarietà che na-
sce negii endecasillabi clal cader della ce-
sura ora in un luogo , ed ora in un altro ;
e la maggiore loro estensione fa si, ch’es-
si possano ricevere molte parole di varia
misura, e di varia sonorità, la cui diffe-
rente combinazione, unita alla difserente
cesura del verso, risponda in certo modo
alla difserente mescolanza de’clattili e de-
gli spondei nello esametro, o almeno met-
ta nel suono de’nostri versi una notabilis-
sima diversità . Non corre certamente più
divario tra que’due versi di Yirgilio :

Ferie citi ferruin, date tela, scandite muros,
Constitit atque oculis Phrygia agmina cir-
cumspexit ;

che corra tra que’due di Dante, che da
lui tolse lo bello stile :

Surgono innumerabili faville.

E caddi cotne corpo morto cade.

E chiun-
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