Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 115
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0123
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SOPEA LA RiMA, I 15

Le figure dei quadri del poeta vengono ,
per dire così, ad avere quella uniformità
negli atteggiamenti e nella disposizione,
che avevano le Hgure dei maestri i quali
dipinsero appunto in quel tempo , che fu
meglio coltivata la rima. Essa non permet-
te al parlare il suo libero corso, nè quello
intralciamento d’ uno in altro verso, che
produce nella poesia un cosi bello efsetto,
e si può assai bene rassomigliare a quel-
lo, che dalle iinee che s’incrocicchiano in-
sieme, e dalle serpeggianti vien nella pit-
tura prodotto . In tal modo avvisano non
eoioro , che freddamente considerano le
regole della versihcazione, ma quelli, che
sanno far versi con calore di spirito. II
Chiabrera asserisce , che allora solamente
la nostra poesia eroica sarebbe giunta alia
perfezion sua, ch’ ella fosse trattata col yer-
so sciolto , che è il suo proprio . Nella
medesima opinione , egli aggiugne, ch’era
venuto il Tasso, dopo conosciuti per pro
va gl’inconvenienti delie ottave e della ri-
ma : ed asserma in oltre, come gli avea
detto quel gran poeta di volere scrivere un
poema in versi scioiti, lo che nelle sette

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