Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 191
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0199
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l’ I MPERîG DEGL ÏNTAS. lt)I

ralmente d’ingegno addornientato, e la piu
parte stupidi, sono forzati di confessare i
miracoli, che può operare la legislatura »
Chi potria credere, che una tal nazione ab-
hia nguagliato i popoli d’ingegno più sve-
gliato , ei più consumati nelle arti? La pri-
ma nudrice di tutte le altre, 1’ agricoltura,
sulla quale i Romani fondarono I'imperio
e ia miglior milizia del mondo, e per cui
ora gl’Inglesi di tanto hanno disteso il lor
trafhco e la lor potenza, era da esso ïoro
singoiarmente coltivata. Ne dava in certo
modo l5 esempio il re, il quale un certo
giorno delsanno metteva la mano ad un
aratro d’ oro, che, quasi uno instrumento
sacro} era religiosamente custodito nel te-
soro. Nel distribuire regolarmente l’acqua
alîe terre, onde accrescerne la fertilità,
aveano una cura grandissima : e in ciò noa
la cedeyano a’ Persiani, presso a’ quali 1’ idro-
statico sedeva tra’grandi delregno; nè agli
stessi Mori, i cui bei lavori in tal genere
si veggono tuttavia in Ispagna.

Qual fosse poi la bellezza, e la magnifb
cenza delle fabbriche del Perù, quali fos-
sero le fortezze i ponti i canali, e le co-

xuode
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