Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 211
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0219
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FÏOHÎSCONO INSIEMÈ . &Ü\

po che ia Pioma e in Atene fu spenta do»
po tanti conilitti la libertà, dimostrano ab-
bastanza, come siori la eloquenza, e giun-
se al sommo in tempi per niente tranquiP
li. Anzi pare, che allora per appunto sor-
gano in ogni genere i più grandi uomini.
Ne’tempi tumultuosi e torbidi ayviene, se-
condo la espressione di un grande ingegno,
corne nelle fermentazioni chimiche; che si
syiluppano i sali, che nei composti se ne
stavano mescolati ed occulti, ed ognuno va
a pigliare quel luogo che più se gli convie-
ne. E siccome allora si operano le più gran-
di azioni, cosi non manca chi le canti con
grandezza di stile, o le descriva, e in qua-
lunque modo le consacri alla posterità ^

E quanto alla grandezza degli stati, si
potrebbe contrapporre lo esempio della pic-
ciola Toscana, Ia quale ha prodotto in ogni
maniera di discipline tanti ingegni sovra-
ni, che ad essa ha Eobbligo principalmen-
te la Italia della moderna sua pulitezza .

Per ciô poi che si spetta al fâvore che
alle lettere accordano i principi, come il
più atto di ogni altro mezzo a far sorgere
dei grandi ingegni, quelli che sottilmente

O 2 con-
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