Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 212
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0220
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facsimile
*2,13 SaGGXO PERCHE I GPiANDI InGEGNI

considerano non trovano riscontrarsi gran
latto col vero nna tale credenza. Perchè
il favore dei principi, dicon essi, giovasse
veramente aH’avanzamento delle arti e del-
le scienze , converrebbe , che il principe
fosse dotto egli medesimo ; al che contra-
sta il pochissimo tempo ch’egli ha da speu-
clere dietro allo studio , e cjuella pessima
geneiazione di nemici ch’egli ha sempre
intorno , gli adulatori : ovveramente con-
verrebbe , che il principe sosse di tal di-
screzione e sortuna , ch’ e’ venisse governa-
to da uomini di gran probità e dottrina ;
che sarebbe quasi vero miracolo . Talchè
a un Luigi XIV. , e a un Federigo, atti
veramente , l’uno per sè , 1’altro con 1’in-
tervento altrui a far fiorire ogni maniera
di arti e di scienze, stanno come in una
contraria schiera i Dionigj i Tiberj i Nero-
ni gli Adriani, e tan'ti altri antichi e nio-
derni signori, che si piccarono di lettera-
tura , i quali o per il loro cattivo gusto ,
o per la frivolità dei loro studj , o per le
loro rivalità cogli uoniini dotti, erano più
presto fatti per guastare ogni cosa nella re-
pubblica deìle lettere ; s’egli è pur vero,
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