Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 220
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0228
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facsimile
â20 Saggio perche' r grandï Ingegni
me il sono al di d’oggi gl’Indiani : e â
quel medesimo tempo coloro, che a vede •
re il disco della luna coperto dall’ ombra
della terra isbigottivano, aveauo pur con»
seguito nelle arti la maggiore altezza. Ari-
stotele pochi anni dipoi diede tra essi i più
belli precetti di poetica, e dettô le più cat-
tive lezioni di hsica. Lo stesso è da dirsi
de’Piomani discepoli in ogni cosa dei Gre-
ei : e basta vedere, come Yirgilio ed Ora-
zio, poeti di sommo giudizio forniti e di
non minore dottrina, ripongono tra i se-
creti di natura, l’uno la cagione della bre-
vità de’giorni d’inverno, V altro delle sasi
della luna (1). II che mostra, che del nu-

m ero

(1) Me vero primum dulces ante omnia
Musae,

Ouarum sacra fero ingenti perculsus
amore ,

Accipiant, cœlicjue vias et sidera mon-
strent,

Defectus solis varios, lunceque labores,

XJ?ide tremor terris, cjua vi marîa al-
ta tumescunt

Objîcibus ruptis, rursusque in se ipsa
residant ;
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