Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 222
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0230
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322 SaGGIO PER.CHE I GRANDI InGEGNI
re , come ha fatto clipoi , tante utilità e
tante delizie aila vita. Si rivolgeva tutta
sopra vane speculazioni, disputava delle sor-
me sostanziaìi, delle qualità occnlte, era
cinta tutta intorno daile splne scolastiche :
e intanto Rafsaello dipingeva, edilicava Bra-
mante, ed era tra noi dal Fracastoro e da!
Sannazaro rinovellato il canto di Yirgilio ,
E quando venne poi il Marini a infrasca-
re la poesia di concetti e di acutezze, quan-
do fece quasi lo istesso il Borromini neH’
architettura ; si diede a rimondare la iisi-
ca dalle sottilità degli scolastici, a ridurla
a suoi veri principj, allo studio clella natu-
ra c|uel sovrano ingegno del Galilei, que-
gli, che, secondo il detto di im grand’uo-
mo , si trova come alla testa di tutte le
verità discoperte a questi ultimi tempi. Nè-
altrimenti andarono le cose in Francia .
Quando più vi Horirono le belle arti, quan-
do Racine gareggiava con Sofocle, e Ari-
stofane trovavasi vinto cla Moliere, da quel
finissimo imitatore della natura ; tenevano
ancora nelFaccademia deile sclenze le idee
innate la materia striata i vortici, e qoe-
gìi altri §ogni della filosolia srancese, che
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