Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 232
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0240
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po-i iû-un subilo per Ie membra delìo sta^
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gli stati divisi in varie e picciole cap.taìi.
Dernetrio Falereo , ovveramente i sofìsti,
per li quali inclinò da prima ìa eloquenza
in Grecia , tanto però non poterono con
lo eseinpio, che la più gra.tr parte degli
scrittor: di quel paese non si sieuo conser-
yati purissimi da quélla loro afsettaz.ione di
stiìe : e il Marini con tutta la sua scuoìa
non ebbe però tanta auLorità appresso di
noi, ch’egìi abbia fatto alFItaiia ua danno
irreparabiie , come asserisce ìl signor Raci»
ne. Incantò egli, non si può negare , da
principio moltissimi con queiia maraviglio-
sa sua vena; simile a Ovidio , autore faci-
le copiosissimo, che avrebbe dovuto rego-
lare il proprio ingegno col giudizio aìtrui.
Ma per non dire, che l’incantesimo è ora
svanito ; fu ben lontano , ch’ e’fusse uni-
versale, quando si sece sentire dapprima
quella nuova sirena del lido siciliano . Non
pochi furono gli Ulissi che turarono le orec-
chie al suo canto . Nel tempo che il Ma-
rini era più in voga, diedero esempj di
un gusto nel poetare corretto e sobrio il
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