Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 233
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0241
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ÏT0ÏU5CAN0 INSIEMÉ . 3,55

Filicaja il Redi il Marchetti ; scrisse a quel
tempo istesso con tanta gravità le storie dl
Fiandra il Bentivoglio , il Baldinucci e il
Bellori scrissero molto elegantemente sulia
pittura ; e tacendo di altri molti, ii Maga-
lotti distese i Saggi dell' Accaclemia del ci~
mento con una precisione di stile , e un
pudor di metafore, che nulla più . E ben-
chè ii Chiabrera entrasse assai avanti nel
secento ; in mezzo alla corruzion di quei
tempi non imitò egli i lirici greci , come
avea fatto Orazio nella purità dei tempi dl
Augusto ? Tanto è vero , cbe in un paese
diviso UQO ingegno splendido, per virtù o
per vizj non ha tanta virtù nè fortuna che
hasti, da tirare subito dietro a sè la imi-
îazione delF universale ; beni e mali , che
conseguirono la costituzione di quei paesi,
ne’quali è unità d’imperio. E però la riu-
scita felice e i’autorità di uno inge»no so-
lo, quaìe è quella messa in campo dal sE
gnor Racine , potè , rispetto a coloro che
professavano arti consimili alla sua , avere
molta inssuenza, e potè sopra tutto esser©
di grandissima e pronta efsscacia in un pae-
se come la Francia 3 che lo sarebbe stata

di
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