Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 242
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0250
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^42. SaGGIO PERCHe' I GRANDI InGEGNI eC.
disoni i Lochii iNeutoni, e gli altri gran«
di uomini, per cui quella isoia è ora mae-
stra del continente.: dove non è lo stesso
nè della Grecia nè dellaltalia, che i gran-
di ingegni sieno appariti tutti insieme a iL
luminare un secoIo? e gli altri sien ciechi;
chi già non volesse tra i Greci contare per
niente un Omero un Pindaro un Teocrito
e un Archimecie, e tra noi un Chiabrera
un Galilei, e i tre lumi della lingua no-
stra, e tra essi quel lurninare maggiore di
Dante Alighieri, per cui ebbe vita fecon-
dità e vigore la nostra poesia »

Da coloro adunque, che hanno trattato
la presente quistione, fu con molta sotti-
gliezza cercata la ragione di un fatto, che
non sussiste se non se nella loro immagi-
nativa, e che si direbbe aver essi troppo
facilmente ammesso, per la yaghezza che
ha Fuomo di trovare nelìe cose più disfe-
renti tra loro delle somiglianze e delle ana-
logie « E in ciò pare abbiano seguito quel
Hiosofo, il quale, prima che dal Cassini fos-
se scoperto 1’intero sistema diSaturno, rezn
deva matematicamente ragione, perchè al
numero de’pianeti primarj dovesse trovarsi
Bguale il nuznero dei secondarj «
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