Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 265
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0273
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NELLA VlRTU' LEGISL. 2 65

ylcino le iclee dei Negri vengono a boili-
re in certa maniera e a fermentare insie-
me, e sfumano loro d’ in mente ; talchè
sono quasi che del tutto poveri di quel te-
soro di tutte le cose , di ciò che sommi*
nistra materiali al ragionamento, la me-
moria.

Per quanta cura si possa mettere in Eu-
ropa a coltivar le razze dei cavalli, faremo
noi mai dei cavaiìi di Arabia? Ouale è co*
si industrioso e dotto giardiniere in Olan-
da , che vegga nell’orto da esso lul coith
vato due generazionx di broccoli romani ?
Perchè mai PAsia visse ella sempre quie-
ta, come fa anche al dx d’oggi , sotto la
tirannia degli eunuchi, e sotto il despoti-
smo dei re o dei sultani •, e l’Europa all’
incontro si risenti sempre al solo nome di
schiavitù, e prese l’armi per la libertà; se
gli Europei non hanno da natura e indi-
pendentemente dalle leggi un qualche van-
taggio sopra gli Asiatici?

Ma queilo che pruova meglio che ogni
altra cosa la virtu dell’aria del clima del
suolo dei cibi , lo inssusso in somma delle
cause iisiche, è un certo carattere indele-

hile,
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