Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 283
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0291
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I L GÏHTILSSIMO. 283

nimiti dai beni, e spanriti dai mali sopra-
naturali chinassero il capo, ed eseguissero
quanto per loro bene era prescritto ; fosse-
ro in una parola necessitati a dovere ope-
rar quello, che i hlosofx per un vero e re~
golato amore di sè medesimi operavano vo-
lontariamente (1).

Per le quali cose, se pia e sacra fu 1
opera degli ordinatori delle l’eligioni, altret-
tanto empio e sconsigiiato era l’intendimem
to di coloro, pe’quali non rimaneva co^lo-
ro motteggi e sofismi, che la religione non
fosse levata dal mondo: e se i primi furo-
no di ogni laude degni, di ogni riverenza
e di ogni onore, meritarono gli altri bia-
simo e mala voce senza fìne.

Così per appunto e non altrimenti la in-
tesero in ogni ben regolata società i magi~

stra-

Ab sperate Deos memores fandi abcjue ne~
fandi,

Virg. AEneid. lib. I.

(l) SpwmSài Tt TTOT à'JTM TTiptyf/OViV £>C Ç)tK0~
TOÇLttS , i<pn TO cCViTriTtX'KTaS 7TOIHV it TtViì S'tCC TOV
ebiro Tcov vopwv <pós3ov oroiitnv ,

Diog. Laert, in Aristotele.
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