Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 295
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0303
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I L GeNTÏLESIMO. 2 9 5

rò : air incòntro incominciò a volgersi ia
basso la vera sua grandezza, tostocliè i Rc-
rnanì si diedero a disprezzare gli auspicj; glÌ
oracoli, a trascurare i loro dei, a non te-
ner più conto del giuramento; tostochè ira
somma divennero increduli (ì). Allora ftz
che ogni buon ordine della repubblica fu
sconvoìto : alla qual rovina diede Fultima
spinta lo interpretare che faceva ciascun
potente la religione a modo suo, siccome
deile forze dei pubblico si serviva a suo ta-
lento, Sertorio parlava con una cerva, che
prometteva la vittoria al suo partito ; Silla
con una immagine di Apollo : quandochè
degli affari della religione, che erano il pri-
mo mobile della romana politica, non do-
veano inframmettersi se non coloro, che era-
no legiìtimamente proposti a timoneggiare
lo stato.

Tra

(i) Sed nondum hcec, quœ nunc tenet sce~
culum, negligentia deùm venerai; nec inter-
pretando , sibi cjuisc/ue jusjurandum et leges
aptas faciebatsed suos potius mores ad eas
accomodabat.

Liv. lib. III. n. 8.
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