Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 303
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0311
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd4/0311
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
I L Gentilesimo. 5o3

co (1); e furono amendue un manifesto e-
sempio deli’abuso che fa l’uomo della reli-
gione, o vogliam dire, dei mali esfetti che
partorisce la superstizione , la quale in rispet-
to aìla religione è quello che la licenza è
in rispeîto alla libertà (2). Nè già è nuo-
vo , che alcune cose perdono gli stati, se
vengono malamente governate , le quali
erano state instituite da principio alla con-
servazione e all’aumento di quelli . Una
pruova chiarissima tra altre molte ne pos-
sono essere i priyilegj del popolo in Pio-
ma, i quali, essendo stati ordinati per bi-
îanciare la superiorità de’nobiii e la pote-
stà del consolato , fecero Cesare dittatore
perpetuo, e spensero la libertà. Sta al le-

gisla-

(1) Yedi Plutarco nella vita di Nicia , e
Diodoro Siculo lib. XIII. art. 26. e lib. XY,
art. 11.

(z) Non enim pJiilosophi solum , vermn,
etiam jnajores nostri religionem a supersti-
tione separaverunt .... Ita factum est in
superstitioso et religioso, alterum vitii no~
men , aîterum laudis .

Gic. de nat, Deor. lib, II. c, 28,
loading ...