Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 367
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0375
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I L Cartesiq. 56 j

ha fatto egii medesimo. Del metodo ch’ egli
dà per le tangenti non temette di dire? es-
ser questo non solo il più utile e il più
generale problema di quanti ne sapesse scio-
gliere, nia di quanti ancora nella geome-
tria avesse mai desiderato di saperne scio-
gliere (i). La mia geometria, egli scriye
al suo Mersenno, è taie e si fatta, che io
non vi desidero nulla di vantaggio ; ed eb
la è tanto al di sopra della ordinaria geo-
metria, quanto al di sopra dello abbiccì è
!a rettorica di Cicerone (a). E scriyendo a

un

(i) fflec verehor dicere , prohlema hoc, non
modo eorum, cjuce scio, utilissimum et gene~
ralissimum esse ; sed etiam eorum, cjuce in,
geomelria scire unauam desideraverim.

Geom» lib. IL

(z) Mais pour ce cju il y a peu de gens
ejvi puissent entendre ma géométrie, et cjue
vous desirez jue je vous mande quelle est V
opinion cjue j' en ay, je crois cjii il est à pro~
pos cjue je vous dise, cjii elle est telle cjue je
n y souhaite rien davantage - - - - dprès ce~
la ce cpue jedonneau second livre, touchant
la nature et ies proprietez des lignes courbes ,
et la faqon de ies examiner, est, cemesem-

ble,
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