Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 369
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0377
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ì L

G A R T 1 S IÔ o

36g,

rere ad alcuni sentir troppo della iperbole
e del poetico, considerando come ai teni-
pi suoi, e medesimamente in Francia, ci
avea tal geometra, cbe camminava del pa-
ri con esso lui, se forse non gli metteva
il piede innanzi. ìo dico il Fermazio, il
quale col metodo dei massimi e de minimip
del quale per altro pareva farsi befse il Car-
tesio (i), contribuì quanto il Cavalieri cogl’
indivisibili, ad aprire alla geometria le por-
te delFinfinito. E già pare ad alcuni altri 5
non senza qualche color di ragione, che iì
Cartesio non riuscisse totalmente nelle co~
se geometriche a suo onore. Egli avea pro-
nunziato nel libro secondo della nuova sua
scienza^ che rettifìcare una curva era cosa
impossibile {2). E appena uscito l’oracolo^

ecco

(1) _ _ _ _ autres , du nornbre desquels ìL
faut niettre aussì, M. votre Cónseiller de Ma~
ximis et Minimis .

T. III. lettre y3. au R. P. Merserme.

(2) Car encore cju on n y jjuisse reçevoir
aucxines lignes aui seinbleut à des chordes p
c est à dire cjui deviennent tantost droites eù
tantost courbes, à cause cjue la projsortion,

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