Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 401
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I L CaRTESIO.' 401

più raffînati piaceri delio ingegno, e a que-
sto deila retta maniera del pensare : quasi
clie prirna di ogni altro, e nella più pro-
sonda notte d’ignoranza, fosse venuto tut-
to a 1111 tratto il Cartesio a illuminare il
mondo cieco per lo addietro: e conre se
cento e più anni avanti il Cornelio non fos-
se stata dal Trissino composta la Sofonisba,
la prima regolare tragedia moderna; e dal
Segretario borentino la Mandragola, di cui
non ci è forse la più bella commedia tra
gli antichi. Assai chiaro apparisce, clie non
iscrupoleggiarono piir che tanto nè il poe-
ta srancese nè il Filosofo nel pigliare dai
forestieri ciô che loro tornava: e tanto 1'
uno quanto l’altro meglio conobbe le re-
gole dell’arte sua, che non le segui, aven-
<do in amendue quasi che dispoticamente
dominato la fantasia. E in efsetto la poesia
dell’uno è a un dipresso una fedele pittu-
ra dell’uomo; come la iisica dell’altro è
xma immagine deH’universo . Del Cornelio,
quantunque tanto risuoni il suo nome, non
si rappresentano in Francia se non pochis-
simi de’tanti suoi componimenti di teatro ;
oltre le opere matematiche, poco altro vi
To: lY. C c

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