Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 417
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0425
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S 0 r Ti /i 0' R A É ï Ô . 417

■gio i successori di Platone di Aristotele di
Ëpicuro e di Zenone , e invitavano la gio-
ventù latina a venirvisi ad erudire nella
greca sapienza. La dolcezza poi del cielo,
îa comodità dei trafsici, la ospitalità e la
pulitezza di un popolo ch'era stato invento-
re di ogni cosa bella , le pubbliche fabbri-
che , come il tempio di Minerva l’Odeo i
Propilei, onde Pericle ornato avea quella
città , e cli cui si veggono ancora i super-
bi avanzi , invitavano gli uomini di ogni
età, che dallo strepito del mondo ritirar
si volessero per menar vita dolce ed agia-
îa , a fermar quivi la stanza . Ma per po-
chi mesi soltanto potè Orazio in mezzo a
tante e cosi erudite delizie dare opera alla
Jsiosoiia .

Dopo la uccisione fatta , principalmente
da Cassio e da Bruto , di Giulio Cesare ,
il solo uomo atto a governare e riordinare

lo

Judicio vulgi, sanuS sortas'se tuo ; cjuod

Nollem onus ( haud uncjuam solitus') por-
tare molestum .

Sat. 6. lib. I.

To: IV, D d
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