Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 425
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0433
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SOFRA OrAZIO. 4% 5

declse quelìa guerra, non ne riportò per
dir vero grande onore. Alla testa della sua
legione gittò yia lo scudo, che nell'antica
milizia era la più grande ignominia, e net-
tò il campo. Lo stesso si narra essere suo
ceduto al poeta Alceo, antecessore suo nel-
la lirica, e a Demostene alla famosa gior*
nata di Gheronea ; la qual fuga essendogli
da non so chi buttata in faccia, rispose cou
un verso, che era allora nelle bocche di
tutti (1):

P110 coTnbatter ancor colui che fugge -

Orazio credette di non dover cercare a inor-
pellare un fatto, che non amxnetteva scu-
sa, e coprire per niun modo non era pos*
sibile. Prese il soio partito che vi era da
prendere; e ciò su cli confessarlo ingenua-
mente egli medesimo alPoccasione, ed al-
lora massimamente , che scrivendo ad Au-

gu-

(1) Tum Demosthenes orator ex eo prœlio
C Cheroneæ ) salatem sugâ guœsivit : cumque
id ei, cjuod fugerat, probrose objiceretur ver-
su illo notissimo elusit ;

A vnp S'è <pîùyoôV jtou irocXiv .
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