Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 437
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0445
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd4/0445
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
S O FR A OrAZIO. 4'5s;

liomo scaltro e dabbene era di ammansar
l’animo di Ottavio, il quale, benchè da
fanciullo fosse stato erudito in ogni manie-
ra di lettere, come colui clie da Giulio
Gesare era stato adottato per figliuolo ; avea
avuto però negli orecchi i nomi di Farsa™
glia di Utica diMunda, e la eccessiva po *
tenza del padre ne gli occlii ; e per pro-
pria inclinazione tirava al crudele. Lascian-
do stare ìe proscrizioni, nelle quali mostrò
più malo animo che lo stesso Marcantonio ;
crudeltà satolla chiamò Seneca la clemen-
za ch’egli mostrò da ultimo : e ognuno sa
quel motto del medesimo Mecenate, il qua-
le vedendolo sedere troppo lungo tempo sul
tribunale a rendere criminalmente giustizia^
e parendogli che in ciò troppo si compia-
eesse ; levo.ti su, gli gridò, una volta, o
carnefice. Niente egli credeva che potesse
meglio contribuire a volger l’animo di Ot-
tayio aila mansuetudine * e mostrargli ie
veraci vie deìl’onore della virtù, quanto i
buoni insegnamenti rivestiti del dolce lin-
guaggio massime delle muse : e a tal fine
dovette pur credere essere attissimo Orazio;
come avea creduto atto Yirgilio, che per
E e 3 c o-
loading ...