Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 441
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0449
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re vi consente anch’ essa in un discorso che
ixene a cio , considerando finalmente che
Troja più non era. Scappa eila dipoi in
nna lunga digressione , il cui senso è : che
saranno i Romani signori del mondo ^ pur-
chè gli armenti insultino tuttavia al sepol-
cro di Priamo e di Paride ; e che se anche
îre volte per opera di Febo istesso risorges-
sero le mura di Troja, tre volte îe farà
ella ricadere per mano dei Greci. Ma qna-
le, o Mnsa, è Z’intendimento tuo? egli con-
chiude : non è da te lo svelare gli arcani
degli dei (i). Cosi si scorge; dove vada si

per-

(1) Justum et tenacem propositi virum etc,
Dum Priami Paridiscjue busto
Insultet armentum , et catulos ferae
Celent inultae ; stet Capitolium
Fulgens, trimnphatisque possit
Roma ferox dare jura Medis etc.

Ter si resurgat murus aheneus
sluctore Phoebo, ter pereat meis

Excisus Argivis - - « --

Quo Musa tendis? desine pervicax
Refcrre sermones deorum, et
Magna modis tenuare parvis ,
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