Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 444
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0452
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colle piü scelte e copiose biblioteche, lo
quali erano aperte allo studio e alla curio-
sità di ognuno. Non ebbero mai nè piii
elegante, nè più magnifico ospizio le mu
se . Trapassò Luculio in mezzo a tali delL
zie il rimanente della vita, conversando
con uomini dotti , scrivendo i commenta-
rj delle sue guerre , e coltivando il cilie-
gio, che dalle regioni del Ponto egli avea
recato in Italia. Di questa medesima scuo*
la era Io epicureo Mecenate, i cui modi
leziosi tutti e cascanti di vezzi, e che era
pure il debole di quel grand’ uomo , ven-
nero piu d’ una volta da Ottavio messi in
motteggio. E che Orazio pur seguisse nella
iiiosofia le medesime insegne , ne fanno ab-
bastanza fede i suoi medesimi scritti. Ben-
chè si trovino parecchi altri luoghi, che lo
farieno per avventura credere accademico (i),

o d’

O ) Adiecere bonae paulo .plus artis Athenae :

Scilicet ut possem curvo dignoscere rectuin.

Atcjue inter siivas Academi quaer&re ve~
rum i

Ep. 2. lib. II.

Afi tacitum silvas inter reptare saluhres

Curan-
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