Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 448
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0456
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445 S A G 6 ï ©

jE tetragono a colpi di 'ventura . (i) «
Ancora sostiene cosi il poeta come il filo-
sofo 5 che non sono altrimenti eguali le
peccata , come sentenza era degli stoi-
ci (2) ; e che della sepoltura non dehha
darsi pensiero il sapiente (3).

Neìla epistola a Mecenate, che è un tra-
sunto della più squisita morale di Epicu-
ro, ripiglia il fdososo, non doyer 1’uorno
quando è giovane trascurar ïa hîosoha, nè
stancarsi di fdososare fatto già vecchio ;

per-

O rus, cjucmdo ego te aspiciam etc.

Sat. 6. lib. II.

U? bis amatorem Fuscum salvere jubemus
Ruris ainatores

Ep. 10. lib. L

(i) yqPCs r£ ^.

Ibid.

(2,) ’c/.nuprypxTci Kvicru hvxi «

(3) «sg' Tcupns ppovrietv.

Ibid.

FLbsint inani fujiere ncenîæ,

Luctuscjue turpes y et querimoniœ »■
Compesce clamorem , ac sepulchri
Flitte supervacuos honores.

Od. 20, lib. L
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