Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 456
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0464
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Nè quelle rafiinatezze, che si credono irD
venzione di questi ultimi tempi, di molti»
plicare per via clegii specchi la immagine
de’piaceri, e cosi accrescerne quasi la rea-
lità; c|uelle rafsmatezze non gli era.no ptm-
to ignote, come si ha dalla vita di lui,
che viene coirmnemente attribuita a Sve-
tonio (1). Dalle lodi che da Oniero al vi-
no ne inferisce Orazio che non fosse ai-
trimenti bevitor d’acqua quel poeta sovra-
no (a) : e già egli non vorrà disdirne di
torcere il suo medesimo argomento contro
di luij i! quale di tanti encomj a quel soa-

ve

Turpis odoratum caput obscurante lacer-
na ,

Non es cjuod simulas ? meluens induceris,
atcjue

Nltercante libidinibus treniis ossa pavo-
re . etc.

Sat. lib. IL

(i) Ad res venereas intemperantior traditur .
Na?n speculato cubiculo scorta dicitur Jiabuis-
se disposita, ut cjuocumcjue respexisset, ibi
imago concubitus referretur.

(2) Laudibus arguitur vini vinosus Hornerus.

Epod. 20, lib, I,
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