Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 462
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0470
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4^3 & A G G I O

faceya sopra se stesso con animo di ammen-
darsi ; non disperava di riuscirne a buon
£ne con 1’andare degii armi3 con la since-
rità di im qualche amicOj coile proprie ri°
dessionic Nè già mancayaj quando era a
letto ; o al passeggio ? di dire tra sè : piu
savio partito fla questo; così non avrò poi
da pentirmi^ così agìi amici sarò più caroj
tal cosa fece colui? e grande onore non ne
riportò: vorrei io adunque incontrare la stes-
sa taccia di lui (1)? E tale è il candore e

la

„.„0.0.0 adde cjuad idem

Non horam tecum esse potes 3 non otid
recte

Po?iere ; teque îpsum vitas sugîtîvus} eê
erro,

Jam vino cjuaerens, ja?n scmno fallere cu~
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Frustra: nain co?nes atra premit, seqnitur*
cjue fugace??i „

Sat. 7. Hb, II,

...... mediocrihiis, et que?s

Ignoscas, vitiis teneor. Fortassis et îstînc

Largiter ahstulerii lo?igct aetas, liher u?nF
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