Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 463
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0471
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S O P R A OrAZIO. 4^5

1 a ingenuità cli3 e’ mostra, che se gli perdo-
nano agevolmente i suoi difetti; e altri ar-
riva per sino a perdonargli, come si sa a
Montagna, il parlare di sè medesimo.

Ma quanto non si fa egli dipoi amare
per le belìissime qualità ch’ erano in lui !
Delle leggi delF amicizia ? ch’era uno de’
principaii punti della morale epicurea, era
osservatore religiosissimo, Niuna cosa met-
£eva egli a fronte di un piacevole amico;
e îra le più laide cose metteva il buccina-
re nel pubblico, che dai più è reputato gen-
ìilezza, ciò che nel calor del vino, o stan-
dosi a crocchio, esce dal cuore dei com-

Pa*

Consilium -pi'oprium; necjue enim, cjuum
lectulus, aut me

Porticus excepit, desummihi, Rectius hoe
est,

Hoc faciens vivam melius : sic dulcis ami-
cis

Occurrum : hoc cjuidam non belle: nurricjuid
ego illi

ïmprudens olim faciam simile? Hoc ega
mecum

Compressis agito labris,

Sat. 4* lib. L
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