Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 464
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0472
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464 S A G G ï o

pagno. Tu ti eompiaci di mordere altrüî s
si fa egli dire s e in ciò poni tuo studio .
Donde cavi tu ciò? egli risponde animosa'
mente, assicurato dalla propria coscienza^
dalla buona compagnia, che I’uom frau
ciieggia,

sotto V usbergo del sentirsi pura:

e quale di coloro, con cui sono vissuto ,
mi potria di ciò rinfacciare? Colui che trin-
cia i panni addosso alFamico lontano, ciie
nol difende quando ne è detto male, clie
si picca di beilo ingegno, e vuole alF altrui
spese far ridere ìe brigate, che può quello
inventare che non ha mai veduto, nè sa
ìacer quelìo che gli è conndato ; costoro
hanno da chiamarsi uomini tristi, e da co-
storo hanno da guardarsi le persone (1).

Spes-

(i) ...... Laedere gaudes ,

ïncjuis, et hoc studio pravus facis. JJnde
petitum

Hoc in me jacis? est auctor cjuis demcjue

eorum,

V'ixi cum cjuibus ? dbsentem cjui rodit ami-
cum,

Qui
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