Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 465
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0473
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S 0 P îl A 0 R A i I Ò . 46#

Spesso mi desti lode di modesto, dic’egli
al suo Mecenate : padre e signore ti dissi
in faccia ; nè disserente era il linguaggio,
che teneva di te, quando da te non pote-
¥a essere udito (1).

Degli uomini grandi dell’età sua, de’ri-
yali che avea negli occhi ammiratore era so~
lenne , come se morti fossero da lungo tem-
po. A1 culto e grazioso Tibullo non è scar-
so di lodi (2): dxYalgio, che andò cosi vi-

cino

Qui non defendit alio culpante, solutos
Oui captat risus hominum, famamaue di-
cacis,

Fingere qui non visa potest, commissa ta
cere

Qui necjuit ; hic niger est, Jiunc tu, Ru-
mane, caveto .

Sat. 4- lib. I.

(1) Saepe verecundum laudasti, rexcjue pa-

tercjue

riudisti coram, nec verbo parcius absens,

Ep. 7. lib. I.

(2) Alhi, ne cloleas jrJtts txnmo, memor
Immitis Glycerce : neu miserabiles
Decantes elegos etc.

Od. 33. bb. I.

To: IV.

A Ibi,
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