Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 471
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0479
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S 0 P R A O SAZIO. 4?1

E quello clie dovrà riuscire di maravi-
glia ad ognuno è_, ch’essendo egli di pro-
fessione poeta, a tante belle qualità dell’
aaimo sapeva aucora riunire una prudenza
più che ordinaria. Quantunque, delie su-
perstizioni, delle pregiudicate opinioni che
al tempo suo correvano tra il popolo ne
ayesse quel concetto che meritavano, come
apparisce da quanto egli scrive familiarmeu'
te agli amici (1); nelle ode, che erano, di-
ròcosì, composizioni pubbliche, egli si mo-
stra deila religione osservantissimo e pene-

tra-

I'Jon alius (juisquam ; at tihi amicus ; at
ingenium ingens

Inculto latet hoc suh corpore . etc.

Vedi le note di Dacier sopra questo
luogo.

(i) Nelia satira 3. annovera la superstizione
tra gii altri vizj da lui chiamati malattia della
mente , e la caratterizza coll’epiteto di tristis .

- quisquis

Amhitione mala, aut argenti pallet amo-
re ,

Quisquis luxuria, tristive superstitione,

Aut alio mentis raorbo calet etc.

Yedi anche od. 2. lib. II. ep. z. lib II,

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