Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 476
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0484
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S A G G i o

ja ; aspettava , che ad altri venisse !a satH
tasia di udirgli, e ne lo richiedesse (i).

Quantunque , chi mai avrebbe potuto
recitargli a tutta sicurtà più di lui ? Oltr.e
alle ode , nelle quali ha trattato argomen-
ti di varietà grandissima , e con istile a
tutti adattatissimo ; a un altro genere di
poesia si era egli dato ancora , le satire e
le epistole , o vogliam dire i sermoni, ne’
quali non so se non abbia anche superato
quanto fu da îui cantato nella iirica . Si
propose in questi di perfezionare quanto
Lucilio vi avea come abbozzato ; e xie riu-
sci, come riusci a Yirgilio il dare Fulti-
ma mano a quanto aveya Ennio incomin-
ciato .

Sem-

(i) Non recito cuiquam , nisi arnicis 3 idque
coactus ;

Non ubivis , coramve quibuslibet ,

Sat. 4- Hb. L

TJt proficiscentem docui te saepe diuque,
Nugusto reddes signata volumina, Ninnis
tSi validus , si laetus erit, si denique po^
scet :

Ep. i3. lib. I.
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