Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 490
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0498
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49° S A G G ï <5

te in ammirazione ciò clie rneno intende-
vasi (1). Aveano in somma gl’Italiani anche
a quei tempi il loro trecento ; e i pìù giu-
dicavano dei libri, come si fa dei vini, non
tanto dalla loro qualità, quanto dall’anno-
domini (2). Orazio non era uomo da andar-
sene con la corrente, Esaminando gli au~
tori non secondo la voce del popolo, che
ora dà nel segno ed ora no, ma secondo
la norma inyariabile del vero, trovava che
negli antichi poeti del Lazio molte cose ci
avea troppo antiquate, molte duramente es-
presse, trascurate delle altre (3); che ridi-

cola

(1) Jam, saliare Numce carmen qui laudat,

et illud

Qjiod rhecum ignorat, solus 'vult scire vi~
deri.

Ep. i. lib. II.

(2) Si melior dies , ut vina, poemata reddit.

Ibid.

(3) Interdum vulgus rectum videt; est ubi pec~

cat.

Si veteres ita miratur, laudatque poetas,
Ut nihil anteferat, nihil illis comparet ;
errat .

Si
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