Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 493
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0501
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éOFRÀ OnAZIO. 4g3

maccioso, pieno di negligenze e di lungag-
gini, e nulla ayea mai saputo negare alla
facile sua yena, come da’frammenti si può
anche raccogliere che ne sono rimasti di
lui. Ora non è contento Orazio, che Lu-
cilio il faccia talvolta ridere ; che in tal
modo sarebbe anche da tenersi autor clas-
sico, come dire , Arlecchino : non è pun-
to preso a quella sua tanta facilità^ per cui
così su due piedi potea dettare ben dftigen-
to versi in un’ ora ; che il tempo non fa
caso : ma vorrebbe cla quel poeta brevità
nel dire sceitezza varietà di stile, niente
di pedantesco, disinvoltura efrizzo; quali-
tk ch’ entrano tutte nella composizione de-
gli stessi suoi scritti (1). In tanta varietà

però

(i) Hinc omnis pendeb Lucilius, Jio$ce secjiuL-
tus ,

Mutatis tantum pedibus numerisque face-
tus ,

Emunctce naris, durus componere versus.

Nam fuit hoc vitiosus : in hora scppe du-
centos ,

Ut magninn, versus dittabat stans pede
ìn uno .

Qìium
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