Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 497
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0505
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sïô numero erano anche i Pisoni, a’ quali
indirizza quella famosa epistola, che contie-
He parecchi pensamenti sopra l'arte poeti-
ca, e fu chiamata con ragione il codice del
tnon gusto. Esce anche quivi a palesar li-
heramente il giudizio suo ; e tra le altre
yiene a tassare di troppo buona gente gli
antichi, che gustato aveano come sale atti-
co le piacevolezze di Plauto (x). Con che
vieiie quasi di balzo a censurar Cicerone,
che sentito aveva come l’antichità (2). Chi

vor-

ii) At nostri proavi Plautinos et numeros, et

HLauda-vere sales : nimium patienter utrum™
c/ue,

Ne dicam stulte, mirati ; si modo ego , et
vos

Scimus inurhanmn lepido seponere dicto »

Legitimumque sonum digitis callemus e£
aure.

In arte poetica,

(•?•) Dupleoc omnino est jocandi genus: unum
illiherals , petulans , flagitiosum., ohscaenum ;
alterum elegans, urhanum, ingeniosum, face~
tuni, cjuo genere non moclo Plautus nosterf
et Atticorum ant'ujua comoedia , sed etiam

To: IV. I i phi-
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