Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 498
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498 S A G G I o

Yorria farsi giudice tra un Cicerone e ml
Orazio? Sernbra pero, che meglio intender
dovesse ciò ch'era la vera urbanità il Cor-
tigiano di Mecênate e cli Augusto, che non
1’ Oratore delia repubbiica , il quale il più
delle voite parlava ai popolo, e ad ogni co-
sto pur voleva far ridere. Cicerone in fat-
îi si sa non essere stato in tal materia de’
piu scrupolosi; per quanto prenda a difen-
derlo Quintiliano (i): e ad Orazio, se da*’
suoi scritti si può preader norma del suo
gusto, non potevano piacere quei giochetti
di parole, di che Plauto condisce e spruz-
za il suo stile; nè quegli strani grotteschi,
ch’egli dà per ritratti; quelia invenzione,
per esempio della borsa, che per non per-
dere il siato si cuce alla bocca il stio ava-

ro ,

philosopîiorum Socraûcorum libri referti sunt „

Cic. de offìc. lib. I.
(î) Nam niiîii videtur M. Tuliius, cum se
totum ad irnitationem Grcêcotum contulisset$
afnxis.se vim Demosthenis, copiam Platonis s
jucunditatem Jsocratis.

Quint. Ll> X< cap. i.
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