Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 502
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§ôZ S A G G I O

garbeggiava quelFannunziare, ch’egli fa
avanzo in più d’un luogo, lo scioglimento
della favola ; quelle lunghe parlate, che nei
furor della mischia mette in bocca a’ suoi
guerrieri, nel che fu molto più sobrio Yir-
gilio ; quel troppo servire ch’ ei fa al fine
secondario del suo poema, divenendo come
il geografo , e il genealogista della Grecia;
scoglio schisato dall’istesso Virgilio, il qua-
le molto più giudiziosamente intesse coi fat-
ti di Enea le cose romane, Ma per indo-
vinare 1 pensamenti di Orazio, essere con-
verrebbe un altro Orazio.

Dopo aver combattuto nella epistola ad
Âugusto la superstizione della maggior par-
te dei letterati del tempo suo verso l’an-

ti-

Neque id statim legenti persuasum sit, om-
nia, cjuae magni auctores dixerint, uticjue es-
se perfecta. Nam et labuntur alicjuando , et
oneri cedunt, et indulgent ingeniorum suorum
■voluptati, nec semper intendunt annmnn, et
nonnumc/uam fatigantur ; cjuum Ciceroni dor-
mitare interim Demosthenes, Horatio etiam
Homerus ipse videatur.

Quintil. inst, orat. lib. X. cap. 1«
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