Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 4) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-4]

Seite: 516
DOI Seite: 10.11588/diglit.28023#0524
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facsimile
£}i6 Saggio

quello di Augusto ; e tra le altre nel siste-
ma , che sormati si erano la più gran par-
te dei letterati intorno alla lingua. De’pa-
rolaj anche alìora , e di cruscanti ve n’era
un nuvolo ; e questi erano nimici giuratì
d’Orazio, come il furono in ogni tempo
de’ più nobili scriìtori .

Yolevano, che la lingua latina allora vi-
vente , e nelle bocche degli uomini, a ri-
sguardare si avesse come morta. Faceansi
coscienza di non istare a quelle sole paro-
le e maniere , che usate trovansi dagli
scrittori venuti in tempi non cosi lumino-
si, come era il secolo di Augusto . Non
era lecito a niuno , secondo loro , arricchir
la lingua pur di una voce ; e sentenziava-
no quegli scrittori, i quali trovato avesse-
ro un nuovo segno per esprimere una nuo-
va idea . Contro a tai setta di gente , che
dentro alla loro pedanteria conhnare inten-
cleva lo ingegno altrui, insorge Orazio.
Mostra che l’uso, che corre a’giorni tuoi,
è nelle lingue viventi il solo signore e ii
re : che alla balia di quelìo dee ubbidire
lo scrittore, non istare all’autorità de’libri
antichi, come ne’principati non si sta a’vec-

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